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Autotrattamento reiki: come si fa e quanto bene fa

In molti ci avete chiesto informazioni sull’autotrattamento Reiki e di questo siamo molto felici.

Di cosa si tratta? Come farsi un autotrattamento di Reiki? Che benefici porta? Che competenze bisogna possedere?

Rispondiamo in questo articolo, iniziando a spiegare brevemente cos’è il Reiki e quali straordinari effetti può avere sul nostro corpo.

Il Reiki è una pratica che lavora sull’energia presente in ogni essere vivente.

Attraverso l’applicazione del Reiki, è possibile riportare l’equilibrio energetico a livelli stupefacenti, ovvero generare o rigenerare armonia nella propria vita e quella degli altri.

Di solito si parla di lavoro con il Reiki, esso è finalizzato sia all’autoguarigione che alla crescita personale, perché come capita con tutte le discipline di origine orientale, a capo c’è un’immensa visione olistica.

Cosa significa olistica? La visione olistica abbraccia il corpo, la mente, le emozioni e lo spirito, perché crede che ogni sfera sia fortemente e inscindibilmente connessa.

Secondo il Reiki, il corpo ha la capacità di auto guarirsi da solo e corpo, mente, emozioni e spirito possono interagire gli uni con gli altri per attivare in modo completo questa guarigione.

Un altro importante obiettivo del Reiki è il raggiungimento della pace interiore, ovvero l’assenza di quelle che vengono chiamate le ‘perturbazioni dell’anima’ e che possono essere risolte attraverso il lavoro di riequilibrio energetico.

Questo stato è ottimale per garantire una buona salute fisica, per prevenire malanni e disturbi, ma anche per sperimentare stati di coscienza elevati.

Ora che abbiamo visto cos’è la pratica madre, veniamo all’auto trattamento Reiki, una tecnica che è stata codificata dal Maestro Usui (il fondatore della disciplina del Reiki) in 12 posizioni da mantenere per tre minuti ciascuna per una durata totale di 36 minuti.

Come suggerisce il nome, l’autotrattamento è una pratica che viene fatta su noi stessi e questo è un valore molto importante, che va ben oltre la tenuta delle pose, perché chiede di tornare ad occuparci di noi stessi e di dedicare del tempo alla cura del nostro corpo, della nostra mente, delle nostre emozioni.

Come farsi un autotrattamento di Reiki?

L’auto trattamento Reiki può essere fatto in qualsiasi momento della giornata, anche se i maestri suggeriscono di farlo la sera prima di dormire, in quanto ha un potente effetto rilassante e, di conseguenza, concilia il buon sonno.

L’importante, in ogni caso, è farlo con costanza, ovvero tutti i giorni, scegliendo un posto tranquillo, dove siamo sicuri che nessuno ci disturbi e dove possiamo rilassarci, senza però abbandonarci completamente al sonno.

Vediamo quindi all’autotrattamento Reiki nel suo cuore ovvero i primi 21 giorni.

21 è un numero specifico, perché secondo il Reiki il lavoro su ogni chakra dura circa tre giorni, ed essendo che i chakra principali sono sette, l’auto trattamento Reiki dura nel suo insieme 21 giorni.

Un’altra ragione di questa durata, si spiega con la filosofia del reiki, ovvero con l’idea che serve proprio questo numero di giorni per adeguarsi alla nuova attività.

21 giorni sono la quantità di tempo necessaria per formare un’abitudine, qualunque essa sia.

Questa fase viene chiamata anche purificazione, perché ha fra i suoi scopi quello di sbloccare le negatività che viene scaricata sul corpo attraverso i disturbi o malanni che affliggono il corpo.

Delle volte, in questa fase alcune persone avvertono piccoli disagi ed è importante evitare di allarmarsi, perché via via che i giorni passano, essi spariscono.

La pratica quotidiana dell’auto trattamento Reiki è bene sia tranquilla, serena e benvoluta sia perché pensieri ed emozioni negative sono oggi all’ordine del giorno, ma anche perché lo scopo di questo trattamento è di riempire di energia positiva l’organismo nel suo insieme.

Veniamo quindi ad alcuni esempi dell’auto trattamento Reiki, che si esprime attraverso delle specifiche posizioni, spiegate con semplici disegni.

Ad esempio, la prima posizione richiede di unire le mani e portarle a coprire gli occhi, una posizione che lavora nel trattamento del chakra del terzo occhio che si trova nel punto in mezzo alle sopracciglia, ma anche sul viso, sulle orecchie, sul naso, sulla gola e sul seno.

Di conseguenza, questa prima posizione ha benefici pratici contro lo stress, gli squilibri ormonali e i problemi legati al sistema linfatico.

Proseguendo con le posizioni Reiki di autotrattamento, la seconda prevede che i polsi, assieme ai palmi delle mani destra e sinistra, vengano posizionati sulle tempie.

Questo trattamento è dedicato a risolvere situazioni stressanti, di spossatezza, di stanchezza e anche episodi di mal di testa e di cefalea.

La seconda posizione aiuta, inoltre, ad alleviare i problemi mentali, emotivi e di concentrazione.

Veniamo quindi alla terza posizione Reiki di autotrattamento, che chiede di portare le mani al lato della testa, creando una sorta di coppa posizionata sulle orecchie.

Come la posizione suggerisce, essa è dedicata all’intenzione di sanare e riequilibrare la zona delle orecchie, quindi risolvere i disequilibri legati all’organo uditivo, ma anche quelli che coinvolgono il sistema respiratorio (malanni di stagione o cronici).

È inoltre importante considerare che nelle orecchie ha sede l’equilibrio, quindi la terza posizione si propone di apportare beneficio anche in questo senso.

Queste sono solo le prime tre posizioni di autotrattamento Reiki e se questa disciplina ti interessa, vuoi saperne di più o approfondire, contattaci subito qui siamo in ascolto.

Cosa può succedere con l’attivazione del Reiki?

Molte persone ci chiedono cosa succede con l’attivazione del Reiki e la risposta può comprenderne molte altre, perché ciò che succede con il Reiki è estremamente personale da persona a persona.

La possiamo però descrivere come una luce, una luce che illumina, guida e controlla i progressi e il benessere raggiunti.

Alcune persone descrivono i trattamenti Reiki come un calore che pervade il corpo, o come la possibilità di smettere di sentire dolore, quando prima lo si avvertiva in modo localizzato.

Altre persone raccontano che, dopo avere provato i benefici del Reiki, la vita ha preso una direzione diversa da quella tenuta fino a prima, magari più orientata al benessere, più serena e meno vorticosa, più volta a prendersi cura di sé stessi.

Altre persone affermano che, a seguito dei trattamenti Reiki e dell’auto trattamento Reiki, la luce ha suggerito scelte alquanto precise e dirette in termini di relazioni, famiglia, lavoro, amicizie e altro ancora.

In questi casi, gli effetti possono essere stati positivi, come la scelta di chiudere relazioni tossiche, amicizie sbagliate, rapporti dolorosi, grazie alla consapevolezza di avere trovato una fonte nuova di coraggio, di lucidità mentale e di creatività, da cui attingere per migliorare diverse sfere della propria vita.

Ora che hai scoperto qualcosa di più sull’autotrattamento Reiki, ti invitiamo a contattarci qui per saperne di più e scoprire e tutti i nostri servizi legati a questa meravigliosa disciplina millenaria.

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