Tecarterapia come si fa? E come funziona il trattamento?

“È una macchina magica che scalda i muscoli e ti fa passare il dolore”. Molte persone parlano del trattamento Tecar in questi modi, e a noi fa piacere, perché definire “magica” una macchina vuol dire che funziona.

Ma dietro questa tecnologia c’è parecchio di più. Si tratta di un principio biofisico che stimola i naturali processi di rigenerazione del corpo e accompagna le persone a guarire in modo dolce ma profondo.

Tecarterapia come si fa

Facciamo l’esempio di Marco, un runner appassionato che, dopo mesi di allenamenti per la sua prima mezza maratona, si sveglia al mattino con un fastidiosissimo dolore al polpaccio.

“Non sarà niente di grave”, pensa, “magari qualche crampo”.

Il giorno dopo, però, si sveglia con un dolore ancora più pressante, e il terzo giorno quella fitta gli impedisce di correre. È una contrattura muscolare.

Il fisioterapista propone un ciclo di sedute di tecarterapia, ma Marco è scettico: “Ancora un macchinario?”.

Eppure, dopo le prime applicazioni, sente che il muscolo si sta ammorbidendo, gli fa meno male, e nel giro di poche settimane riprende a correre felice come un bambino.

La storia di Marco è quella di tante persone, sportive, lavoratori o semplicemente chi soffre di dolori, infiammazioni articolari e patologie croniche,  che nel trattamento Tecar hanno trovato un alleato super efficace e non invasivo per recuperare più velocemente la propria forma fisica.

Ma cos’è la tecarterapia, come si fa e come funziona davvero?

Tecarterapia: come si fa e cosa succede durante il trattamento

Tecar significa trasferimento energetico capacitivo-resistivo.

La tecarterapia è a tutti gli effetti una terapia fisica strumentale, perché utilizza un macchinario che impiega correnti ad alta frequenza (generalmente comprese tra 300 kHz e 1 MHz) per stimolare i tessuti in profondità.

Tecarterapia come si fa

La grande differenza che definisce l’unicità della Tecar è che, a differenza di altri trattamenti che applicano calore dall’esterno, essa attiva i processi biologici interni.

In questo modo è il corpo stesso a generare calore, migliorando la circolazione e il metabolismo cellulare.

Il principio non è complicato: ci sono due elettrodi, uno mobile e uno fisso, che vengono posizionati sulla parte da trattare.

Quando il macchinario viene attivato, l’energia trasferita produce un effetto stimolante, antinfiammatorio e calorifico.

L’operatore può lavorare in due modalità differenti:

  • Capacitiva, adatta ai tessuti molli come muscoli e sistema linfatico.
  • Resistiva, più adatta a ossa, tendini, articolazioni e legamenti.

Naturalmente, le due modalità possono essere alternate per ottenere un’azione completa, sia superficiale che profonda.

Capire come si fa la tecarterapia aiuta a comprendere che la scelta del metodo dipende dal tipo di problema da trattare e dall’obiettivo del percorso riabilitativo.

Cosa succede ai tessuti durante la tecarterapia

Quando si parla di tecarterapia e di come si fa, è importante sapere cosa accade ai tessuti durante la seduta.

Quando l’energia passa nei tessuti, si creano delle reazioni: aumenta il microcircolo, il sangue scorre meglio e porta più ossigeno e nutrienti.

  • Il metabolismo cellulare si attiva e le cellule danneggiate vengono rigenerate più velocemente.
  • I muscoli si rilassano, i tessuti si decontraggono e questo riduce la sensazione di rigidità e di dolore.
  • I liquidi drenano, perciò la Tecar è molto utile in caso di edemi o infiammazioni.
  • Il dolore si riduce senza ricorrere ai farmaci, perché tutto questo crea un effetto antalgico naturale.

In sostanza, la tecarterapia riattiva le risorse che il corpo già possiede, senza forzature: è il principio base di ogni trattamento olistico e naturale.

Per questo la Tecar è una delle terapie preferite nei protocolli di riabilitazione, sia ortopedica che sportiva.

Per quali disturbi viene impiegata la tecarterapia

La tecarterapia viene utilizzata per moltissimi disturbi, problemi e traumi. Tra i più comuni:

  • Tendiniti (spalle, gomiti, ginocchia).
  • Distorsioni e traumi muscolari.
  • Lombalgie, cervicalgie, artrosi.
  • Dolori articolari, contratture, stiramenti.
  • Edemi e infiammazioni post-operatorie.

Inoltre, è molto consigliata nel recupero post-chirurgico o post-frattura.

Il punto è che la Tecar non si limita a ridurre il sintomo, ma agisce alla radice del problema, migliorando la qualità del tessuto e l’equilibrio energetico.

Molti sportivi professionisti la usano quotidianamente, ma è altrettanto utile per chi passa tante ore davanti al computer, per chi sta molto tempo in piedi o soffre di dolori cronici dovuti a posture scorrette, traumi non ben guariti o stress e ansia che creano tensioni muscolari diffuse.

Tecarterapia: fa male o è piacevole?

Tecarterapia come si fa

Molti pazienti chiedono se la tecarterapia fa male. La risposta è no: la tecarterapia non è dolorosa. Anzi, il calore viene autogenerato dal corpo e crea una sensazione molto piacevole di rilassamento.

Durante la seduta, l’operatore muove l’elettrodo sulla pelle con l’aiuto di un gel conduttivo. La temperatura varia in base alla zona trattata e all’intensità scelta. In alcuni casi può essere percepito un calore più profondo, ma mai doloroso.

Molti pazienti descrivono la tecarterapia come una sorta di massaggio riscaldante che scioglie le tensioni e porta un immediato senso di benessere.

È fondamentale che il trattamento venga eseguito da personale qualificato, capace di modulare correttamente l’intensità, scegliere la modalità (capacitiva o resistiva) e definire la durata del trattamento.

Quante sedute servono di tecarterapia

Il numero di sedute varia in base alla natura del problema e alla risposta individuale.

In genere, dopo due o tre applicazioni, si percepiscono miglioramenti evidenti: il dolore diminuisce, la mobilità aumenta e i muscoli risultano più rilassati.

Nei casi cronici o complessi, i cicli possono essere più lunghi. Spesso viene consigliato di integrare con esercizi, stretching, massaggi decontratturanti o sedute di massoterapia.

La tecarterapia infatti non sostituisce il movimento, ma ne potenzia gli effetti, e i risultati migliori si ottengono quando è inserita in un percorso globale di riabilitazione.

La tecarterapia stimola una risposta interna dei tessuti: è come se il corpo venisse “riacceso” e ritrovasse la propria capacità di autoguarigione. Non è invasiva, non ha effetti collaterali, si può personalizzare in base ai tessuti e al tipo di problema, e può essere combinata con altre tecniche per accelerare il recupero e la riabilitazione, senza interrompere le normali attività quotidiane.

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