Nel silenzio l’incontro delle contraddizioni

Un guscio che può proteggerci, una strada che può aiutarci a conoscerci, un rifugio dal caos là fuori: la magia del silenzio può essere tutto questo, ma è importante considerare che può essere anche molto altro.

Questo spazio intimo, assolutamente privato, dove il mondo e le persone non possono entrare è anche un luogo dove si incontrano le contraddizioni che vivono in ognuno di noi, nessuno escluso.

Proprio di questo vogliamo parlarti oggi, di contraddizioni e di come avviene il loro incontro della magia del silenzio.

Di quali sono gli aspetti forse più difficili da affrontare di questo incontro, e anche di quelli che sono i benefici di questo scambio interiore.

Perché di vero e proprio scambio possiamo parlare.

L’incontro delle contraddizioni nella magia del silenzio

Spesso possiamo pensare alle contraddizioni che ognuno ha dentro di sé come a qualcosa di “fumoso”, incerto, difficilmente spiegabile.

Bene: alcune aree del nostro cervello sono legate alle emozioni e allo sviluppo di comportamenti.

L’area più sviluppata, che è responsabile del pensiero riflessivo e razionale e anche della coscienza è, invece, la corteccia cerebrale.

Va da sé che questo sistema, che è molto più complesso di come l’abbiamo spiegato, sia fonte di quelle che noi chiamiamo contraddizioni ovvero scontri costanti tra forze diverse, che convivono all’interno di noi stessi.

Saperlo ci aiuta, innanzitutto a riconoscere che le contraddizioni sono una caratteristica basilare di ogni essere umano e che, quindi, non è bene considerarli come difetti.

Il problema nasce quando le contraddizioni bloccano, congelano, danneggiano quelle che sono le nostre azioni, oppure quando vanno a incidere troppo sui nostri comportamenti quotidiani.

In questo caso, il silenzio ci aiuta a fare un lavoro profondissimo di analisi delle contraddizioni che stiamo fisiologicamente provando come esseri umani.

In questo caso, possiamo assolutamente parlare di magia del silenzio, perché questo spazio intimo e raccolto è l’unico luogo dove possiamo analizzare ciò che sta “combattendo” dentro noi stessi e ci sta impedendo di prendere decisioni a noi favorevoli o di attivare azioni che servono per migliorare la nostra vita.

La paura come freno del progresso

Per capire al meglio questo concetto, ecco un esempio di quella che può essere una contraddizione, piuttosto comune al giorno d’oggi.

Se il lavoro che svolgiamo non ci soddisfa pienamente, possiamo desiderare di cambiarlo, soprattutto se non ci dà soddisfazioni, se l’ambiente dove lavoriamo è malsano, se non sopportiamo più i colleghi o i capi, o se sentiamo che esso non rispecchia quelli che sono i nostri valori…

Parallelamente, nascono in noi emozioni quali la paura di non farcela, il timore di non riuscire a far fronte economicamente a un cambio di lavoro, l’idea che familiari o conoscenti penseranno che siamo matti a fare un cambio professionale adesso.

Insomma, nascono tutte quelle emozioni di paura, smarrimento e anche frustrazione, che entrano naturalmente in contraddizione con il desiderio di avere di più dalla vita, in questo caso dal punto di vista professionale.

Questo esempio può essere fatto anche con relazioni che non stanno andando come vorremmo, siano esse romantiche, amicali, anche con conoscenti.

In questo caso si crea una contraddizione ovvero, all’interno di noi stessi, si “scontrano” emozioni estremamente diverse fra di loro e ci ritroviamo in ostaggio di esse come se fossimo su una sorta di bilancia, in attesa di capire qual è il piatto più pesante.

Cosa fare in questo caso?

La magia del silenzio per sciogliere le contraddizioni

Come visto, possiamo trovare rifugio nella magia del silenzio e concederci permesso di approcciare queste contraddizioni in modo diverso da quello che, forse, abbiamo fatto finora.

Si tratta di un modo più consapevole, ma anche diretto a capire perché queste contraddizioni nascono in noi stessi, qual è il valore delle emozioni che generano in noi e come possiamo fare chiarezza, per prendere le decisioni che sono più favorevoli al nostro futuro.

Il primo passo da fare è proprio quello della consapevolezza, e riprende quello che scrivevamo all’inizio di questo articolo, ovvero è importante accettare che il nostro cervello è “progettato” per regolare delle funzioni diverse in modi diversi e questo crea delle contraddizioni.

Una parte di noi vuole prendere decisioni immediate e un’altra invece vuole prenderle a lungo termine. 

Una parte è impulsiva, l’altra è riflessiva, per questo la decisione migliore è quella che di solito fa coincidere, o meglio soddisfa, le esigenze di entrambi i sistemi del nostro cervello.

È difficile che questo avvenga, perché spesso una decisione impulsiva non corrisponde a una decisione riflessiva, ma la magia del silenzio ci permette di andare ad analizzare entrambe le opzioni, creando quello che possiamo chiamare un dialogo interiore, che non va a sopprimere alcuna delle due parti.

Piuttosto le tranquillizza e le rassicura e questo è un grande punto a nostro favore.

Si tratta di un nuovo, grande, cambio di approccio, che genera equilibrio e che permette di capire in modo ragionato quale delle tue parti vogliamo “nutrire”, perché nel profondo del nostro cuore sappiamo avere ragione.

Quando la paura smette di frenare le tue decisioni

Un altro esempio può essere chiarificatore: se vuoi cambiare lavoro e ricevi una proposta che ti porta a fare dei grandi cambiamenti, la parte istintiva potrebbe dire (o magari urlare): “Non farlo, stai rischiando troppo, potresti trovarti male, perdere tutto e trovarti in mezzo a strada!”.

Al contempo, la parte riflessiva potrebbe dire: “Cogli questa occasione, hai le capacità di farlo, puoi migliorare, puoi trovare un lavoro che ti soddisfa che ti rende felice da qui in avanti”.

A chi dare ragione?

Ci sono risposte che solo noi sappiamo dal profondo del nostro cuore, perché dipendono dal nostro passato, dalla consapevolezza delle nostre capacità e anche dei nostri veri desideri.

Ciò che conta, è sapere che esistono due forze nel nostro mondo interiore, permetterci di ascoltarle e di poter prendere le decisioni migliori ascoltando entrambe le parti.

Per farlo, l’unico modo è approfittare della magia del silenzio, concederci di trascorrere più tempo in riflessione, ascoltare con pazienza entrambe le  parti che convivono nel nostro essere e, in base a quella che è la direzione che vogliamo dare al nostro futuro, prendere la decisione che sentiamo come migliore.

Per noi stessi e per il nostro futuro.

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