Differenza tra tecar capacitiva e resistiva

Quando parliamo di Tecarterapia, possiamo aver sentito i termini ‘capacitiva’ e ‘resistiva’. Si tratta di due modalità diverse di funzionamento, che è bene conoscere sia per cultura personale, sia perché esse vengono utilizzate in base alla tipologia di disturbo e soprattutto all’area del corpo da trattare con questo macchinario così prodigioso.

Tecar capacitiva e resistiva

Per capire al meglio cosa significano nella Tecar capacitiva e resistiva, iniziamo quindi dal principio: la Tecarterapia, chiamata familiarmente Tecar, è un trattamento elettromedicale, che ha lo scopo di permettere un recupero più veloce dai traumi e dalle patologie infiammatorie che colpiscono i tessuti e l’apparato muscolo-scheletrico.

Per la Tecarterapia serve un dispositivo, che si basa sul principio fisico del condensatore (lo vedremo tra qualche riga), capace di generare un calore autoindotto nelle aree da trattare.

Perché la Tecar è diversa da tutte le altre pratiche?

Questa è la prima grande particolarità e caratteristica della Tecarterapia, ovvero il macchinario permette che il calore venga generato internamente dal corpo.

Tecar capacitiva e resistiva

La medicina riconosce da sempre il potere teraputico del calore in merito alla rigenerazione dei tessuti, ma spesso il calore viene irradiato dall’esterno e poi ‘applicato’ al corpo.

È il caso di un semplice foulard caldo messo attorno al collo, così come di molte altre terapie che utilizzano il calore per trattare il dolore, come gli infrarossi, gli ultrasuoni o il laser

Ecco, in tutti questi casi il calore è ‘esogeno’.

La Tecarterapia, invece, attiva un calore endogeno, ovvero lo strumento induce il corpo stesso a produrre calore.

In questo modo, il corpo collabora in modo attivo e questo permette sia di percepire immediato sollievo dal dolore, che di aiutare le aree interessate a guarire più rapidamente.

Come è fatto lo strumento per la Tecarterapia?

Come dicevamo all’inizio di questo articolo, si tratta di uno strumento che sfrutta il principio fisico del condensatore, che comprende in sostanza quattro elementi specifici.

Nello strumento, infatti,  ci sono principalmente quattro elementi:

  • due armature del condensatore, ovvero due piastre che sono poste una di fronte all’altra.
  • il materiale isolante che si interpone tra le due armature.
  • il generatore elettrico, che crea la cosiddetta differenza di potenziale, ovvero l’operazione che permette alle sezioni di assumere una carica netta positiva e una carica netta negativa.

Che differenza c’è tra modalità capacitiva e modalità resistiva?

Tecar capacitiva e resistiva

Questo aspetto  è molto interessante, perché il dispositivo per la Tecar può lavorare in due modalità, quella capacitiva e quella resistiva.

La modalità capacitiva viene utilizzata per trattare le problematiche che interessano i tessuti molli, che hanno una bassa resistenza alla corrente.

Si tratta dei muscoli, della pelle, del tessuto connettivo, e anche dei vasi sanguigni e vasi linfatici.

Viceversa, le ossa, le articolazioni, i legamenti e la cartilagine, che hanno tutt’altro tipo di resistenza al passaggio di corrente, vanno trattate con la cosiddetta modalità resistiva.

Scelta della modalità

L’operatore sceglie le modalità di utilizzo adeguate, a seconda del tipo di tessuto biologico su cui deve agire.

In sostanza, nella modalità capacitiva la piastra mobile isolata permette di agire in modo specifico sui tessuti molli, invece nella modalità resistiva la piastra mobile non isolata permette di agire sui tessuti che hanno una resistenza più alta alla corrente.

Ora che hai visto quali sono le tue modalità di uso della tecnica dello strumento per la Tecarterapia, ecco un riassunto dei suoi principali campi di applicazione.

Per cosa viene usata la Tecarterapia?

Diciamo che la Tecar trova massimo impiego nel recupero degli infortuni, soprattutto di traumi e disturbi quali lesioni, tendiniti, distorsioni e anche patologie muscolari e osteoarticolari, quali possono essere le contratture, gli stiramenti o gli strappi

Per questo, la strumentazione viene impiegata soprattutto nel programma riabilitativo post operatorio.

Le zone del corpo umano che si prestano meglio ad essere trattate con la Tecar sono sicuramente le ginocchia, le spalle, le anche, i piedi, le mani, i polsi, le caviglie e la colonna vertebrale.

Tecar capacitiva e resistiva

Dal punto di vista degli effetti, con la Tecar  si va a produrre calore endogeno (quindi autoprodotto dal corpo) anche in profondità, si abbassa e la viscosità del tessuto muscolare connettivo, si stimolano il drenaggio linfatico e la circolazione sanguigna e si incrementa l’attività metabolica.

Ossigenazione

Con la Tecarterapia migliora l’ossigenazione dei tessuti e, al contempo, c’è una più rapida eliminazione delle scorie.

Tutto questo porta a un’accelerazione dei processi rigenerativi e, al contempo, al rilascio delle endorfine, uno stato che permette di alleviare in tempi rapidi il dolore percepito.

Una domanda che ci fanno molte persone è come avviene una seduta di Tecar e altre ci hanno chiesto se devono già sapere cosa chiedere: capacitiva o resistiva?

La risposta è che prima di ogni seduta è  cura dell’operatore spiegare il funzionamento del macchinario e, in generale della pratica, perché tu possa avere un quadro chiaro e completo di come funziona.

Al contempo, sarà solo ed esclusivamente l’operatore a decidere se attivare il macchinario con modalità capacitiva o resistiva, in base al problema da risolvere e, e come visto, all’area da trattare

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